L’anello

Una storia che ha il potere di farci riflettere:
“Un re voleva condannare a morte un gruppo di uomini, ma accettò di risparmiare loro la vita qualora l’indomani fossero riusciti a fargli avere “qualcosa” che lo rendesse felice quando fosse triste e triste quando fosse felice.

I condannati a morte passarono la notte a pensare e l’indomani diedero al re un anello.

Il re si chiese come un anello potesse renderlo felice quando fosse triste e triste quando fosse felice.

“Leggete l’incisione all’interno dell’anello, Maestà”, suggerì uno dei condannati.

“Anche questo passerà”, lesse il re e risparmiò le loro vite.

Abbasso l’ego!

Cos’è l’EGO?È l’insieme di tutte le convinzioni, dei preconcetti, delle etichette che attribuiamo a noi stessi e alle cose che ci circondano. Non è un “meccanismo” difettoso, in quanto contribuisce alla nostra autoimmagine, alla percezione di noi stessi nella nostra comunità di riferimento, tuttavia ci impedisce di essere “presenti”, ci proietta continuamente e inutilmente nel passato e nel futuro, ci preclude risultati che nemmeno immaginiamo, ci sottopone a delusioni cocenti.

Si puó fare qualcosa per limitarne l’influenza negativa? Senza dubbio, ma bisogna trovare la voglia per lavorare su noi stessi. I risultati sono sorprendenti!

L’invidia non sarebbe del tutto male se…

L’invidia del talento altrui non è altro che un’iniziale ammissione dell’esistenza di questo talento. Nulla di male nell’ammettere qualcosa, anzi.
Ovviamente, fare tesoro di questa iniziale ammissione è un talento che pochi hanno… 😉

Oh… pianificare!

Le persone passano mediamente più tempo a pianificare le proprie vacanze che a pianificare la propria vita.Sforziamoci di cambiare la qualità delle nostre domande, chiediamoci seriamente “dove vogliamo arrivare e quando?” e lasciamo che la mente subconscia, la parte magica di noi, si prenda cura dei nostri obiettivi.

Chi fallisce nel pianificare, pianifica di fallire.

Potare o abbattere? Questo è il dilemma…

Recentemente parlavo con un giardiniere della necessità di potare o meno un albero del mio giardino. La scelta è tra il taglio di alcuni rami secchi o l’eliminazione del problema alla radice.
Lascio la decisione a chi se ne intende di giardinaggio, ma la discussione ha fatto nascere in me una riflessione che si estende ben oltre il mio giardino. 
E se nella nostra professione (o addirittura nella nostra vita…) ci ostinassimo a potare qualche ramo quando invece l’unica via possibile è l’eliminazione del problema alla radice?
Oggi mi eserciterò a riflettere su questo, ovvero su quanti problemi, situazioni, relazioni ci sentiamo costretti dalla routine a tenere artificialmente in vita, quando un sano taglio ci consentirebbe di vivere meglio e ottenere risultati di maggior valore.

Lavoro, carriera, missione…

Rispondere alla domanda “che lavoro fai?” dovrebbe essere la cosa più semplice al mondo, ma talvolta ci mettiamo negli impicci per darci un po’ di importanza o, viceversa, per non sembrare troppo vanitosi.
Possiamo rispondere di avere un “lavoro”, specificando che esso ci consente di condurre una vita degna e di arrivare alla fine del mese. 
Possiamo rispondere che abbiamo intrapreso una “carriera”, dimostrando la nostra motivazione professionale, la nostra ambizione personale e, talvolta, un pizzico di schiavitù alla necessità di nutrire il nostro insaziabile ego.
Oppure possiamo rispondere di seguire la nostra “missione”, ed è ciò che vi auguro in questo martedì di ritorno al lavoro. 
Se avrete una missione, non vi accorgerete nemmeno di svolgere un “lavoro” e la “carriera” non sarà un fine da perseguire, bensì una naturale conseguenza del vostro agire.
Un abbraccio a tutti coloro che hanno una missione ed un augurio a tutti gli altri di trovarla presto!

Nicola

Vivere in due

Ieri un cliente mi ha rivolto una domanda interessante: “qual è il segreto di una felice vita di coppia?”Ecco la mia risposta: in una coppia sono presenti tre elementi: le due persone e la coppia. Per una vita di coppia felice occorre che questi tre elementi convivano in un equilibrio armonioso, senza che alcuno di essi divenga nel tempo dominante.