Domande…

La nostra mente è “pensiero in azione”.

Il nostro pensiero è una “serie ininterrotta di domande e risposte”.

Ciò significa che, se cambiassimo la qualità delle domande che poniamo a noi stessi, cambieremmo la nostra mente e di conseguenza i nostri comportamenti.

Che domanda faremo risuonare oggi nella nostra testa?

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Ore 16.30: riunione.

Lo so.

Siete angosciati perchè oggi alle 16.30 è programmata QUELLA riunione inutile e noiosa che non risolverà nessuno dei problemi che attualmente affliggono il tuo ufficio.

Ma c’è una speranza, ovvero che il tuo capo legga questo post e decida di cancellare il meeting, qualora si accorga che esso nasce con uno o più dei vizi seguenti:

1. chi ha indetto la riunione non è sicuro della sua utilità, ma la terrà lo stesso

2. si organizza una riunione, quando una conversazione a due sarebbe sufficiente

3. è stato invitato chiunque abbia anche un remoto motivo per essere presente

4. non c’è un ordine del giorno definito

5. non esiste una persona con il ruolo di facilitatore della riunione

6. i primi 15 minuti sono dedicati ad attendere i ritardatari

7. durante la riunione tutti i partecipanti useranno pc e telefoni fingendo di essere multitasking

Condividete, forse il vostro capo si ravvederà…

Tipologie di persone

George Lois, uno dei più noti pubblicitari del mondo, era solito dire che ci sono solo quattro tipologie di persone e che è nostro dovere identificarci in una di queste:

1. gli intelligenti operativi (perfetti!)

2. gli intelligenti pigri (una vera vergogna!)

3. gli stupidi pigri (inutili, ma almeno inoffensivi)

4. gli stupidi operativi (pericolosissimi!)

Inutile dire che tu ed io apparteniamo ad una delle prime due tipologie…

Coaching Day!!!

Esatto:

una sessione individuale gratuita di un’ora in cui comprenderai cosa un coach può fare per te e potrai affrontare insieme a me un problema che fino ad oggi non hai risolto.

Ti interessa?

Chi vuole assicurarsi questa opportunità, può iscriversi mercoledì 16 maggio nella modalità e nella fascia oraria che comunicherò nel post di lunedì prossimo. Il numero massimo di iscritti è 8, ovvero coloro che si saranno attivati per primi.

Ipnagogia… boh!

LA CHIAVE DI SALVADOR DALÌ

Come attivava la sua creatività Salvador Dalì?

Con il suo straordinario talento e con un piccolo segreto che rivelò in uno scritto molti anni fa. Egli era solito coricarsi con una chiave stretta nel pugno e con il braccio a penzoloni fuori dal letto. Nel momento in cui si assopiva, la chiave cadeva a terra producendo un rumore che lo svegliava e che lo metteva in una condizione di trance creativa.

Quella che sembra l’ennesima follia dell’istrionico artista prende le mosse da una condizione, denominata ipnagogia, di transizione tra il sonno e la veglia in cui la mente è temporaneamente priva di vincoli ed è in uno stato di alta creatività.

Probabilmente non è un processo da emulare, ma quante cose non sappiamo ancora sul funzionamento del capolavoro che abbiamo tra le orecchie? Ne traiamo il massimo beneficio?

P.S. Attenti a non lasciare le chiavi di casa sotto il letto.

Ho contato i miei anni

Ci sono poeti la cui penna ha il magico potere di trasformare istantaneamente il nostro stato d’animo, risvegliando le nostre consapevolezze ed ispirandoci al cambiamento. Il poeta brasiliano Mario de Andrade è uno di questi. Leggete le parole che seguono, fatele risuonare interiormente e decidete istantaneamente ciò che non volete faccia più parte della vostra vita. Ve lo meritate.

HO CONTATO I MIEI ANNI

“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…

Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.

Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.

Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.

Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.

Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.

Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…

Senza troppe caramelle nella confezione…

Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.

Che sappia sorridere dei propri errori.

Che non si gonfi di vittorie.

Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.

Che non sfugga alle proprie responsabilità.

Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.

L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…

Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.

Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.

Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…

Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.

Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”

Che storia ti stai raccontando?

Si fa un gran parlare dell’importanza di saper raccontare al mercato la “storia” di un’azienda o di un prodotto per conquistare cuore e cervello dei clienti.

Tuttavia la storia più importante è quella che noi raccontiamo a noi stessi e riguarda la situazione che in ogni momento stiamo vivendo. La capacità di raccontare a noi stessi la versione migliore delle cose è la miglior competenza per lavorare su noi stessi ed essere efficaci.

Sta piovendo o il sole non è ancora uscito? Siamo stanchi o abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le nostre energie? È una giornata terribile o è una situazione da superare?

Siamo fatti di storie, le storie hanno il potere di ipnotizzarci, motivarci, darci la carica. E siccome siamo noi a raccontarle, abbiamo sempre il potere di trasformare la realtà per metterci nella miglior condizione di agire.

Ecco il vero storytelling.