Potare o abbattere? Questo è il dilemma…

Recentemente parlavo con un giardiniere della necessità di potare o meno un albero del mio giardino. La scelta è tra il taglio di alcuni rami secchi o l’eliminazione del problema alla radice.
Lascio la decisione a chi se ne intende di giardinaggio, ma la discussione ha fatto nascere in me una riflessione che si estende ben oltre il mio giardino. 
E se nella nostra professione (o addirittura nella nostra vita…) ci ostinassimo a potare qualche ramo quando invece l’unica via possibile è l’eliminazione del problema alla radice?
Oggi mi eserciterò a riflettere su questo, ovvero su quanti problemi, situazioni, relazioni ci sentiamo costretti dalla routine a tenere artificialmente in vita, quando un sano taglio ci consentirebbe di vivere meglio e ottenere risultati di maggior valore.

Lavoro, carriera, missione…

Rispondere alla domanda “che lavoro fai?” dovrebbe essere la cosa più semplice al mondo, ma talvolta ci mettiamo negli impicci per darci un po’ di importanza o, viceversa, per non sembrare troppo vanitosi.
Possiamo rispondere di avere un “lavoro”, specificando che esso ci consente di condurre una vita degna e di arrivare alla fine del mese. 
Possiamo rispondere che abbiamo intrapreso una “carriera”, dimostrando la nostra motivazione professionale, la nostra ambizione personale e, talvolta, un pizzico di schiavitù alla necessità di nutrire il nostro insaziabile ego.
Oppure possiamo rispondere di seguire la nostra “missione”, ed è ciò che vi auguro in questo martedì di ritorno al lavoro. 
Se avrete una missione, non vi accorgerete nemmeno di svolgere un “lavoro” e la “carriera” non sarà un fine da perseguire, bensì una naturale conseguenza del vostro agire.
Un abbraccio a tutti coloro che hanno una missione ed un augurio a tutti gli altri di trovarla presto!

Nicola

Vivere in due

Ieri un cliente mi ha rivolto una domanda interessante: “qual è il segreto di una felice vita di coppia?”Ecco la mia risposta: in una coppia sono presenti tre elementi: le due persone e la coppia. Per una vita di coppia felice occorre che questi tre elementi convivano in un equilibrio armonioso, senza che alcuno di essi divenga nel tempo dominante.

Non puoi riavvolgere il passato…

” Non puoi fermare il futuro.Non puoi riavvolgere il passato.”
A volte le cose capitano. 
Ma non sono le cose che capitano a modificare la tua vita, quanto quello che tu decidi di fare con quelle cose. 
Abbiamo sempre la libertà di scegliere la nostra reazione, anche nei frangenti in cui non vediamo alternative. Ed in realtà la nostra libertà sta proprio nei tre secondi che passano tra la provocazione che subiamo e la nostra risposta. In quei tre secondi siamo onnipotenti, in quanto in grado di distruggere o perdonare, di abbattere o di costruire.
Nella foto che vedete c’è un libro, quello che ha dato origine alla serie televisiva “13”. Mi ha colpito perchè tratta con sensibilità particolare l’effetto farfalla, ovvero le conseguenze enormi che un comportamento apparentemente insignificante può avere sulla vita di persone vicine e non vicine.
Mi ha segnato, proprio perchè “non puoi riavvolgere il passato” e quando si ha a che fare con gli esseri umani bisogna avere tutto il riguardo ed il rispetto possibili.

Autostima

L’unico vero modo che conosco per portare le persone a raggiungere i loro obiettivi è lavorare sulla loro autostima. Solo chi è consapevole del proprio valore e delle proprie abilità può avere determinazione, energia e passione per dare il meglio di se stesso.

Ama te stesso

Più apprezziamo a valorizziamo noi stessi e meno siamo portati a deprezzare e svalutare gli altri. Uno dei mali che affliggono il nostro mondo, che ci porta ad essere invidiosi ed astiosi nei confronti del nostro prossimo, è la nostra incapacità di amare noi stessi nel modo più semplice e puro: per quello che siamo con i nostri innumerevoli pregi ed i nostri immancabili difetti.

Provate a pensare: se la nostra autoimmagine ci soddisfacesse, troveremmo tempo e modo per giudicare e criticare gli altri?

Ah, la semplicità!

A ben vedere, comunicare bene per iscritto non è più faticoso che comunicare male. Si tratta solo di osservare alcune semplici regole che renderanno più comprensibile agli altri il nostro pensiero.
La prima regola è concepire il messaggio avendo riguardo per la cultura e la sensibilità del destinatario, in modo che nulla si frapponga tra il nostro linguaggio e la capacità di comprendere degli altri.
La seconda regola è la semplificazione: perchè spiegare con tante perifrasi un concetto che potrebbe essere espresso in una riga? L’autorevolezza di una persona non è direttamente proporzionale alla tortuosità di ciò che dice!
La terza regola è aiutare il nostro interlocutore anche da un punto di vista grafico. Il brano nella foto non aiuta l’occhio di chi legge, che è costretto a saltare di riga in riga a causa della indentatura del testo forzata dall’allineamento al centro e che non riesce a rilassarsi a causa della ineguale lunghezza di ogni riga.
Queste tre semplici regole possono aumentare la comprensibilità dei nostri testi, nonchè il nostro prestigio presso le persone che li leggono. Perchè quindi non adottarle?