Quando scriviamo veniamo compresi?

Credo sia il cruccio di tutti coloro che utilizzano la scrittura per comunicare con colleghi e clienti: la paura di non essere compresi. Sono d’accordo che c’è molta soggettività nella percezione del livello di chiarezza di un testo che leggiamo, ma esiste un indice, l’indice di Gulpease, che può aiutarci a capire quanto è chiaro ciò che scriviamo. Esso implica alcuni calcoli, non laboriosi, fatti a partire da un nostro testo che decidiamo di analizzare (una mail, una lettera, una circolare).

L’indice di Gulpease considera due variabili linguistiche: la lunghezza della parola e la lunghezza della frase rispetto al numero delle lettere.

La formula per il suo calcolo è la seguente:

 89 + \frac{300 * (numero\ delle\ frasi) - 10 *  (numero\ delle\ lettere)} {numero\ delle\ parole}

I risultati sono compresi tra 0 e 100, dove il valore “100” indica la leggibilità più alta e “0” la leggibilità più bassa.

In generale risulta che testi con un indice

  • inferiore a 80 sono difficili da leggere per chi ha la licenza elementare
  • inferiore a 60 sono difficili da leggere per chi ha la licenza media
  • inferiore a 40 sono difficili da leggere per chi ha un diploma superiore

Provatelo, oltre che divertente è illuminante. Si può sempre migliorare…

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