Powertalk: intervista ad Adele Rader e Paolo Zanone

Questa settimana vi propongo un’intervista molto interessante ad Adele Rader e Paolo Zanone, due leaders di JER Stirrup, azienda emergente specializzata nella produzione di staffe d’equitazione per la disciplina della monta all’inglese. JER è apprezzata per la professionalità, per la serietà con cui opera nel mercato e per la qualità tecnica produttiva, ecco perchè desidero farvi conoscere le due persone che la guidano.

Ho posto le stesse domande ad entrambi. Per dovere di cavalleria la prima risposta è di Adele, caratterizzata dal corsivo, segue quella di Paolo.

1. Chi sono Adele e Paolo e chi è Jer.

Adele è la “signora delle staffe” come mi hanno definito spesso i ragazzini.🙂 Sono vista come l’immagine aziendale, non per l’estetica, ma per i modi affabili. . . Paolo è la mente tecnica, produttiva della Jer,  è una persona disponibile.

Adele è l’anima sensibile, l’intuito, la proiezione all’esterno e il contatto con il mondo a valle, l’immagine, il gusto, la classe, il collegamento con la terra, il qui e ora. Paolo è la razionalità, la tecnica, lo studio, la ricerca, il collegamento con il mondo a monte,  l’immaginazione e la proiezione nel futuro che tende a scollegarsi da terra seminando cocci e rottami.
Jer è lo strano caso del destino, un’idea nata quasi per gioco da tre persone differenti per età, passioni e professioni che un giorno si sono incontrate e, ognuno per la sue specificità mettendo ingegno e impegno, hanno realizzato una staffa speciale, che per un po‘ di tempo è rimasta lì, in penombra. Un’idea che nel momento più critico anziché essere abbandonata è stata coltivata con nuovo entusiasmo in seguito all’ingresso Adele, che ha preso la responsabilità commerciale, mentre mi assumevo tutta la responsabilità della produzione dell’amministrazione. Jer cresce intorno ad un’idea di qualità a tutto campo, nel prodotto e nei rapporti con le persone, siano esse fornitori o clienti. Jer si sviluppa nella serietà e nella cortesia, rispettando e valorizzando le persone e, se ci capita di sbagliare qualcosa, perché siamo umani, ci scusiamo per l’errore e facciamo il possibile per porvi rimedio.

2. Quali sono i valori fondanti della tua leadership?

Serietà, professionalità, organizzazione, ostinazione e l’esigere sempre il meglio possibile.

Ricerca della qualità e del miglioramento continuo, correttezza e rispetto dei collaboratori, cercando di coglierne e valorizzarne i pregi.

3. Come comunichi alle tue risorse umane la tua strategia aziendale?

Credendoci per prima, comunicandolo con entusiasmo ed il più possibile con trasparenza

Parlandone e ascoltando le loro opinioni, perché nessuno è in possesso di verità di fede e se non si è disposti confrontarsi e mettersi in discussione, non solo si smette di crescere, ma si rischia immettersi in rotte di collisione che potrebbero avere esiti letali.

4. Quali sono state le tappe della tua crescita come leader?

Già dagli inizi  della mia carriera, nel settore della moda, dovevo imporre il mio stile, poi a distanza di anni sono stata notata in occasione di una fiera da un dirigente di un’azienda italiana leader che ha poi suggerito (a mia insaputa) al mio titolare di passarmi al commerciale estero per la conoscenza delle lingue, ma soprattutto per le qualità che aveva visto in me, ed è dove ho scoperto quanto fosse un mondo maschile, quindi dovendo nuovamente impormi nei confronti dei miei interlocutori dimostrando che ero professionale e competente e che non occupavo  la posizione per scopi “umanistici”. Spesso riconosciuta per il buon gusto estetico, mi sono trovata a seguire anche le immagini grafiche pubblicitarie delle aziende per cui ho lavorato. Coprendo più ruoli nelle aziende e trovandomi spesso con le ali tarpate e a dover lottare contro i mulini al vento, è cresciuto in me il desiderio di costruire qualcosa di “mio”, e JER è stata l’occasione, in quanto ho già lavorato in altre aziende con Paolo e ci conosciamo da 15 anni.  Riassumendo: perseveranza, emersione con sacrifici ed un pizzico di fortuna.

Ho iniziato la mia attività lavorativa come dipendente nel settore del calcolo strutturale e della progettazione meccanica. Ho poi svolto attività di capo commessa nella fornitura di impianti e la produzione di carta, ho cambiato azienda alcune volte, mettendomi alla prova in più settori, finché non sono approdato alla libera professione. Poi la decisione di fare un ulteriore passo e diventare imprenditore, mettendomi sul mercato con JER.

5. Quale è il libro che ti ha dato gli stimoli o gli strumenti più potenti per essere quello che sei oggi e perché?

Non esiste un libro in particolare, ma più libri d’ogni genere, anche frasi, persone, professionisti, leaders mondiali o anche conoscenze, da cui tento d’assorbire e fare mio tutto ciò che ammiro e condivido, restando coerente con la mia persona, mettendolo poi in pratica e mettendomi continuamente alla prova nelle svariate esperienze lavorative, incrementando il mio bagaglio d’esperienze.

Bella domanda: mi vergogno a dirlo ma ho letto pochissimi libri. Quando leggo alla terza pagina, mentre i miei occhi corrono ancora sulle righe, la mia mente è già anni luce di distanza mel mio universo interiore. È sempre stata una faticaccia arrivare in fondo a un libro. Ringrazio però il mio professore di lettere del liceo per quanto mi ha insegnato e mi ha costretto a leggere. Un po’ qua e un po’ là, la mia cultura umanistica me la sono comunque fatta, che è fondamentale. Per quanto riguarda gli strumenti, citerei il libro di fisica dell’università, che è la base scientifica. Per quanto riguarda gli stimoli, non mi viene in mente un libro, ma magari dei brani, della Bibbia, di Shakespeare, Pirandello, Manzoni, o insegnamenti ricevuti dalle persone.

6. Ci dai e ci motivi una “top five” dei segreti del tuo successo sino ad ora?

Determinazione – credo in quello che faccio

Professionalità – cerco di dare sempre il meglio di me stessa 

Organizzazione – il mio credo, alla base d’ogni successo 

Pianificazione – guardare avanti verso gli obiettivi futuri

Praticità – capire dove vale spendere le energie in modo utile

Flessibilità – pronta a cambiare rotta appena mi accorgo che la strada intrapresa non è quella giusta

Non stancarsi mai.
Avere passione per ciò che si fa.
Non avere paura  del cambiamento: potrebbe cambiare in meglio.
Non perdere la fiducia.
Essere disponibili a mettersi in discussione

7. Un errore professionale che non ripeteresti mai se tornassi a nascere?

Perseverare all’infinito con persone che non meritano così tanta tua energia

Non inviare il curriculum alla Ferrari. Voglio dire: non provare a realizzare i propri sogni fin da subito. Sono partito tardi, ma arriverò ugualmente (anche se non più in Ferrari). Tanto, con il prezzo della benzina attuale è meglio un cavallo.

8. Il tuo più grande successo come leader?

Aver incrementato il fatturato del 110% nel mio primo anno di lavoro al mio secondo approccio commerciale come direttore vendite estero, in un settore che non conoscevo, dopo l’uscita del commerciale estero precedente, il quale aveva una lunga esperienza nel settore!!!

Quella volta che ho visto la carta prodotta uscire alla fine dell’impianto, al momento del primo avviamento.

9. Un tuo consiglio a chi decide di diventare un imprenditore oggi?

Credere in quello che si fa e nella sua riuscita, e non fare mai il passo più lungo della gamba, ma  piccoli passi ponderati e certi

Metteteci il cuore e l’anima, e toglietevi la pupilla fatta a $, che non sono più i tempi.

10. Una domanda che non ti ho fatto, ma che ti fai tu stesso.

Come vedresti la JER un domani?

Sei Gigi Marzullo? No non mi pare… eppure…

In bocca al lupo, Jer! Con due persone appassionate come voi alla guida, l’unico limite ai vostri futuri successi è quello che solo voi potete porvi. E’ un onore, oltre che un piacere, conoscervi.

Nicola

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