La vittima, il giudice, il campione

imagesLa nostra strada della vita ci presenta delle colline, dei rettilinei a 4 corsie, delle curve pericolose, delle salite scoscese, delle vie senza uscita e forse una o due inversioni di marcia. Alcuni tratti della strada sono trafficati, altri meno. Ognuno di noi possiede un’auto.

Abbiamo ereditato un’auto quando siamo nati: alcuni hanno avuto in dotazione una Ferrari, altri una Mini. Siamo tutti differenti. Possiamo migliorare la nostra macchina in qualsiasi momento, anche se telaio, forma e peso rimangono comunque quelli originari. Dobbiamo scegliere la strada, una qualsiasi, che possiamo in ogni momento cambiare, all’occorrenza. Scegliamo la velocità, possiamo fermarci quando vogliamo. Alcune svolte ci portano al successo, altre ci fanno smarrire la strada. Ci sono poche regole nella strada della vita; una emerge fra tutte: siamo nel pieno controllo del nostro viaggio e della nostra destinazione. Oppure no.

Ognuno di noi ha tre autisti in macchina. Ciascuno di loro può guidare, ma guida solo uno alla volta.

Il primo autista lo conoscete bene. E’ il GIUDICE. Quando è alla guida egli tiene d’occhio tutto tranne che la strada. E’ sarcastico nei confronti degli altri guidatori: giudica il colore, la forma ed il modello di tutte le altre auto. Fa molto gossip. Mette in giro delle voci. Giudica tutto e tutti. Non è mai colpa sua. Tutto accade a causa delle altre persone. Guidare in modo efficiente non è compito suo. Può essere spericolato. Si perde spesso. “Giudicare sempre” è il suo motto. Anche i vigili vengono giudicati, per come dirigono il traffico.

Quando l’autista successivo prende il volante, egli guida come una vecchina della quale si vedono solo le mani sul volante. E’ consigliato farsi da parte quando la VITTIMA aziona il freno o l’acceleratore, non si sa cosa può succedere, c’è tensione. Questo autista si sente sempre come se qualcuno volesse fargli del male. E’ la VITTIMA. Quando la VITTIMA è alla guida, i suoi ritardi sono sempre dovuti alle pessime condizioni del traffico o del tempo. “Povero me” dice sempre la VITTIMA. La strada che percorre è sempre troppo piena di curve, scivolosa o gelata. Il tempo è sempre avverso, ventoso, freddo o nebbioso. La VITTIMA può diventare un autista rabbioso, manca le opportunità, raramente si gode i bei paesaggi. Di fatto, la VITTIMA non ha nemmeno idea di dove stia andando.

E’ quando il terzo autista prende il volante che la guida diventa lineare ed efficiente. Il viaggio diviene divertente, eccitante e ricco di varietà. Si tratta del CAMPIONE. La prima cosa che egli fa è estrarre la mappa dal vano portaoggetti e settare il navigatore per viaggiare nel modo più sicuro. Controlla i pneumatici. Fa il pieno di benzina. Sistema lo specchietto retrovisore. Tiene le mani costantemente sul volante e gli occhi sono sempre sulla strada. Il CAMPIONE non sembra mai aver fretta e non ha bisogno di superare i limiti di velocità. Ha sempre il tempo di godersi il panorama durante il viaggio. Sa quando e come arriverà a destinazione. Soprattutto, il CAMPIONE sa che il viaggio è la cosa più importante.

Improvvisamente e senza avvisaglie un pezzo del carico del camion che precede la nostra auto cade sulla strada poche decine di metri davanti a noi. La strada si blocca. Il GIUDICE è alla guida. Egli maledice il guidatore del camion per la sua mancanza di diligenza. Maledice la polizia, perchè non è presente. “Idiota! Cosa stai guardando?”, urla ad un passante che si ferma a guardare la scena.

La VITTIMA, che subentra alla guida, inizia immediatamente a disperarsi. “E’ uno scherzo tutto ciò?” Le sue decisioni sono lente, la sua creatività assente, è dominato da una forte sensazione di insicurezza. “Arriverò tardi, verrò licenziato! E’ così ingiusto nei miei confronti, perchè sempre a me?”

Il CAMPIONE prende in mano volante e situazione. Alla guida della nostra auto si ferma lentamente prima del carico, si guarda attorno per valutare la situazione, nessuno si è fatto male. “Meno male”, pensa. Chiede al guidatore del camion se si sente bene e cerca delle soluzioni. “Mmmm…forse il camionista ed io possiamo rimuovere il carico dalla strada. Forse posso lentamente aggirarlo, anzi posso farlo.” Quindi torna in auto e riprende il suo viaggio. “Avanti” è il suo motto.

La nostra strada ha ed avrà molte sfide. Avanziamo sicuri quando la strada è dritta, approcciamo con calma le curve per evitare di uscire di strada, rallentiamo in montagna, rispettiamo i segnali stradali, prestiamo attenzione alla velocità! E non dimentichiamoci di riposarci quando siamo stanchi!

Chi guiderà la nostra auto oggi: il GIUDICE, la VITTIMA, o il CAMPIONE? A noi la scelta.

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