La creatività è fuorilegge

Il 7 agosto 1974 Philippe Petit realizza un’opera d’arte unica nella storia: camminare su un cavo teso tra le due Torri gemelle del World Trade Center di New York, sospeso a oltre 400 metri d’altezza, lasciando a bocca aperte il pubblico che, naso all’insù, ebbe la fortuna di assistere al suo magnifico spettacolo. Questa impresa, condotta nella piena illegalità, fu il frutto della preparazione di anni, in cui Petit, deciso a mettere a segno il “grande colpo”, lavorò ogni giorno per lanciare la sua sfida all’impossibile.
Nel video vedete una sintesi del suo capolavoro e nel suo libro “Creatività” – il crimine perfetto, egli dà una definizione mirabile di creatività, facendo emergere il suo straordinario genio e dandoci un insegnamento che non dobbiamo mai dimenticare:
“Quando creo, la mia prima mossa è il CAOS. E’ così che do avvio ai miei crimini artistici.. Mi gingillo con un’idea fino a che non diventa una fissazione…CAOS è un termine greco e significa “ciò che si spalanca”. E’ una bella parola…per me è un ospite gradito il CAOS…percorro il suo sentiero al galoppo. Nel CAOS tutto è possibile. Ogni idea che arriva è la benvenuta, senza riguardo per la realtà. Dimentica il tempo, il denaro, la ragione! Accogli un universo traboccante! perché se cominci dalle regole, la tua creazione fallirà in partenza.
WOW!
Philippe Petit non è un pazzo che ha voluto fare dell’esibizionismo fuorilegge. E’ un artista che ha voluto dimostrare che la creatività è fuorilegge (nel suo caso anche letteralmente…), vale a dire NON PUO’ percorrere i normali canali di pensiero. Occorre rompere con gli schemi del passato e con le convinzioni limitanti quando si vuole innovare, ed il CAOS che tutti cercano di evitare perché non li fa sentire sicuri è proprio l’elemento abbracciando il quale si ottiene la svolta.
E’ per questo che fanno sorridere (a me inquietare…) tutte quelle persone che, pur nella necessità di un’innovazione, continuano ostinatamente a percorrere le stesse vecchie strade inutili, solo perché a loro tristemente familiari.
Si dice che anche solo per fare un passo dobbiamo sbilanciarci in avanti, no?
“E se poi sbagliamo e cadiamo?” sembrano dire molti. “Facciamo come i bambini”, rispondo, “che nell’imparare a camminare non hanno certo paura di cadere”.
E quante volte cade un bambino prima di imparare a camminare? Tutte quelle che servono!

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